Il poeta G. Belli nell’Ottocento ci descrive bene la guerra di ieri e quella attuale con la poesia." Li sordati boni" traducendo in italiano termini romaneschi di difficile comprensione.
--- “Subbito che un sovrano della terra, crede che un altro gli abbia preso un fico, dice ar popolo suo: “Tu sei nemico der tale o del tar re; Fagli la guerra.” Er popolo per sfuggire la galera o qualche altra grazia che non dico, prende lo schioppo e veloce va in guerra. Così, per il capriccio di una corte, ste pecore ritornano alla stalla, con mezza testa e con le gambe storte. E con le vite, ci si gioca a palla con quella puttana della morte”--